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Tipi di rivestimento: Rivestimento in pietra. Marmi, graniti e pietre naturali.

Dal punto di vista architettonico, non v’è dubbio che le facciate in pietra siano le più prestigiose. 
La disomogeneità delle venature ed anche cromatica che normalmente si riscontra nei vari blocchi conferisce a queste facciate un fascino difficilmente riscontrabile in altri tipi di rivestimento, mentre le possibilità di accostamenti sono infinite. 
Né si può trascurare il fascino del tempo: marmi e graniti, da un punto di vista architettonico, costituiscono certamente un rispetto della tradizione e, spesso, delle risorse locali, ma non si può negare come il loro continuo utilizzo sia legato al gusto ed al fascino del naturale, la cui bellezza, nel caso, è indiscutibile.
Dal punto di vista tecnico, riteniamo utile una descrizione delle varie pietre, che ai fini di una classificazione di tipo geologico si dividono in:

  1. rocce di origine eruttiva, divise a loro volta in intrusive (quali graniti, dioriti ecc.) ed effusive (quali trachiti, basalti ecc.)
  2. rocce di carattere sedimentario, quali arenarie, calcaree, brecce, travertini, alabastri ecc.
  3. rocce di carattere metamorfico, quindi connotate da profonde trasformazioni nel tempo, quali marmi, ardesie, serpentini, lavagne ecc 

La scelta dell’una o dell’altra è basata innanzi tutto sull'effetto cromatico e sulla caratteristica superficiale (levigatura, bocciardatura, lucidatura ecc.), ma non può prescindere da valutazioni anche di carattere squisitamente tecnico, quali:

  • resistenza alla compressione
  • resistenza alla flessione ed all’urto
  • coefficiente di dilatazione termica lineare
  • grado di conducibilità termica 
  • porosità e coefficiente di imbibizione 
  • lavorabilità e resistenza nel tempo

Per quanto concerne il peso specifico, vi è una certa equivalenza all’interno di ogni classe e pertanto, laddove non si voglia gravare eccessivamente sulle strutture dell’edificio, unica strada percorribile diviene la riduzione degli spessori, che però comporta problemi di sicurezza degli ancoraggi, quantomeno al di sotto di certi limiti. 
Non vogliamo comunque addentrarci in valutazioni che non ci competono, anche perché i ns. usuali interlocutori ne sanno molto più di noi.