Fattori influenzanti     L'ancoraggio in facciata

Tecnica d'ancoraggio: Fattori influenzanti

A. Fattori pregiudiziali ed influenzanti 

I fattori che determinano la scelta di una soluzione di ancoraggio e di installazione del rivestimento sono: 

  1. tipologia della struttura di tamponamento dell'edificio
  2. strapiombo e planarità dello stesso
  3. esistenza e spessore di una eventuale coibentazione termica
  4. distanza del rivestimento dal rustico

Sub 1 Tipologia della struttura di tamponamento 

Va premesso che i sistemi di ancoraggio di una facciata ventilata in sostanza sono due e precisamente: 

• il sistema di ancoraggio puntiforme su calcestruzzo
• il sistema di ancoraggio su sottostruttura metallica

Il sistema di ancoraggio puntiforme o puntuale è ammesso esclusivamente in caso di edifici con tamponamenti in calcestruzzo.
Negli altri casi, al fine di scaricare sulle strutture portanti (pilastri e solette) tutte le forze verticali ed orizzontali, è d'obbligo predisporre una sottostruttura metallica. 
Contravvenire a questa regola può dirsi quanto meno dissennato, ma, ciò malgrado, spesso abbiamo dovuto rilevare come posatori improvvisati insistano con fissaggi puntuali anche su tamponamenti in laterizio, noncuranti dell'aleatorietà di tale sistema, le cui conseguenze potrebbero ripercuotersi, ex lege, sulle D.L.

Sub 2. Strapiombo e planarità dell'edificio

Esigenza architettonica irrinunziabile è che il rivestimento risulti complanare. 
Qualora il rustico non sia perfettamente a piombo e ben squadrato, unica possibilità per ottenere il risultato architettonico voluto è quella di predisporre una sottostruttura metallica che, per così dire, riquadri l'edificio, in modo tale da rendere possibile una buona complanarità del rivestimento. 
A tale scopo possono ritenersi idonee anche le staffe registrabili, di cui parleremo più oltre.

Sub 3. Esistenza di coibentazione termica e spessore della stessa

E' del tutto evidente come l'esistenza di una coibentazione esterna, cosiddetta "a cappotto", renda necessario un posizionamento più avanzato del rivestimento, onde lasciare lo spazio necessario al flusso di una "lama d'aria", caratteristica della facciata ventilata, il cui scorrimento, dal basso verso l'alto, determina un "effetto camino".
 

Sub 4. Distanza del rivestimento dal rustico

La distanza del rivestimento, rispetto al filo del tamponamento, determina un momento flettente che è direttamente proporzionale al braccio. 
E' ovvio come un sistema di ancoraggio su sottostruttura metallica, riducendo le distanze, diminuisca decisamente i momenti flettenti, pur determinando altri fenomeni di cui si dovrà tenere conto in sede di calcolo dei dimensionamenti, quali frecce, colonne di carico, dilatazioni termiche ecc.

B. Dimensionamento degli ancoraggi

Non è certamente questa la sede per esprimere aride formule matematiche, né vogliamo arrogarci un compito che è deontologicamente riservato al Progettista e pertanto ci rendiamo conto del fatto che la loro esposizione potrebbe essere interpretata come presunzione da parte ns.
L averità è che qui vogliamo solo porre l'accento su quanto da sempre abbiamo affermato: tante e tali sono le variabili che determinano il dimensionamento degli ancoraggi in facciata ventilata, che mai come in questo campo può essere concesso alcuno spazio a qualsivoglia improvvisazione. 
Tipologia e dimensioni delle lastre di rivestimento e quindi peso proprio, distanza del rivestimento dal rustico con conseguenti momenti flettenti e momenti torcenti, dilatazioni termiche dei materiali, forza di compressione e depressione del vento e pertanto altezza degli edifici, loro esposizione e snellezza in rapporto alla zona geografica, eventuali fattori sismici di sicurezza ecc, sono tutte variabili di cui bisogna rigorosamente tener conto! 
Esistono precise normative in materia, che impongono la formulazione dei calcoli sulla base di altrettanto precisi fattori di sicurezza. 
La conoscenza di tali normative e la capacità di calcolo dei dimensionamenti segna il confine, in termini di sicurezza ed affidabilità, tra Aziende che contano e no. Sovvertire i concetti di sicurezza sopra espressi equivarrebbe pertanto ad addentrarsi fatalmente in un campo minato! 

C. Forze verticali e forze orizzontali

Da quanto scritto al paragrafo precedente, si arguisce chiaramente come superficie e peso proprio delle lastre di rivestimento determinino spinte verticali esasperate dal momento. 
Per quanto concerne le spinte orizzontali, si fa riferimento alla forza di compressione e depressione del vento, che, investendo la lastra in tutta la sua superficie, determina una tensione sugli ancoraggi, che, ai fini di calcolo dei dimensionamenti, non deve superare i valori ammissibili sugli stessi. 
Molto opportunamente, l'Italia è stata divisa in aree di incidenza del vento, con ulteriore suddivisione in zone costiere ed entroterra a distanze diverse. 
E' infatti ovvio come l'intensità della forza del vento sia diversa tra Trieste e Milano o tra Cagliari e Bologna. 
Trattasi comunque di spinte notevoli, che, come sopra detto, si scaricano sulle lastre di rivestimento, investendone tutta la superficie e proponendo il problema dello spessore delle lastre. In Italia non esiste normativa in materia, contrariamente a quanto avviene in alcuni Paesi esteri, dove, quanto meno, sono consigliati spessori delle lastre da 3 cm. in su, specialmente a certe altezze. 

D. Norme di riferimento per il calcolo del carico statico 

Come sopra specificato, il calcolo di dimensionamento dei sistemi di ancoraggio non può prescindere da una serie di variabili interconnesse ed interdipendenti. 
La determinazione dei valori da considerarsi non può per altro prescindere dalle normative in materia, cui Rossi si riferisce in ogni progettazione, quali le norme UNI-CNR, le norme BS (British Standard), le norme in vigore in Germania, in Francia, in USA, ecc. a seconda dell'ubicazione dell'opera.
Quella normativa, è materia comunque in evoluzione e destinata ad essere operativa in tutta la Comunità Economica Europea.

E. Il controllo della qualità

Se da un lato la complessità dei fattori incidenti sul calcolo di dimensionamento del sistema di ancoraggio non lascia spazio ad improvvisazioni di sorta, d'altro lato il concetto di sicurezza rende irrefutabile la necessità di uno stretto controllo di qualità dei materiali. 
E’ esclusa ogni possibilità di utilizzare materiali diversi, che per loro intrinseco differenziale di coppia galvanica potrebbero provocare fenomeni di corrosione, sia pure postergati nel tempo. 
Ciò si verifica più spesso in prossimità di forti campi elettro-magnetici o in ambienti acidi o caratterizzati dalla presenza di nebbie saline. 
Rossi produce direttamente i suoi sistemi di ancoraggio (staffe, tasselli ecc.) effettuando uno strettissimo controllo sulla qualità della materia prima. 
E' noto come vi siano notevoli differenze tra un materiale e l'altro anche nell'ambito della stessa famiglia. 
Se ad esempio il grado di protezione di un certo tipo di acciaio potrebbe risultare idoneo in certe applicazioni, non è detto che lo sia anche in altre. 
La facciata ventilata è per antonomasia esposta alle intemperie ed agli agenti atmosferici. 
Qualora fosse necessario agganciarsi a strutture metalliche (o si volesse creare ex novo una sottostruttura) in ferro zincato con staffe terminali in acciaio inox, il loro assemblaggio richiederebbe l'interposizione, tra sottostruttura e staffaggi, di speciali separatori galvanici. 
In caso contrario, nel tempo, potrebbero insorgere fenomeni di corrosione elettrochimica e quindi ruggine in facciata. 
E' opportuno precisare, comunque, che detta corrosione elettrochimica non è data dal fatto che la sottostruttura sia in FE, se opportunamente zincata, bensì dal contatto tra materiali diversi e quindi a diverso potenziale elettrolitico.
Analogamente, nel caso in cui fosse richiesta la sigillatura dei giunti verticali ed orizzontali, grande attenzione dovrà essere riposta nella scelta dei sigillanti, per evitare macchie che spesso, purtroppo, si notano in facciata. 
In tema di controllo della qualità, al posatore deve essere assicurata un'ampia possibilità di registrazione del posizionamento delle lastre. 
Ciò è ottenibile con l'utilizzo di staffe registrabili sui tre assi principali o con distanziatori telescopici. 
Non va trascurata, infine, la eventuale necessità di utilizzare sistemi anti-scivolamento, in presenza di fissaggi su sottostruttura o in presenza di carichi di certa entità. 
L'utilizzo di staffe semplici o fisse crea fatalmente la necessità di spessorazioni che, oltre un certo limite, si possono rivelare altamente pericolose in tal senso. 
L'errato utilizzo di pacchetti di spessori moltiplica infatti la possibilità di scivolamenti verticali, che a loro volta determinano il crearsi di pericolose colonne di carico. 

F. Il costo di una facciata ventilata

Si può facilmente arguire, quindi, come il costo di una facciata ventilata sia direttamente proporzionale alla qualità dell'opera, sia sotto l'aspetto architettonico, che, soprattutto, sotto l'aspetto tecnologico. 
L'aspetto architettonico è l'unico visibile, sia dal punto di vista cromatico, sia dal punto di vista della perfezione esecutiva. 
L'aspetto tecnologico è certamente più nascosto, ma non per questo trascurabile e meno importante. 
La struttura in acciaio inox A2 o A4 o comunque prodotta secondo sistema di qualità ISO 9001, il corretto dimensionamento degli ancoraggi, la specialità dell'opera di installazione, la garanzia data da una relazione di calcolo firmata, un'eventuale assicurazione postuma, sono contrassegni di Aziende che operano con una struttura il cui costo non può essere ignorato, ma che, proprio per il loro specifico know-how ed orientamento mentale, si differenziano dalle altre sul piano dell'affidabilità assoluta.