Definizione     Benefici termici

Benefici termici di una facciata ventilata

Nel rinviarVi ad una attenta lettura del capitolo "Cappottatura dell'edificio - fenomeni termoenergetici - verifica termoigrometrica”, riteniamo opportuno evidenziare, in questa sede, quelli che sono unanimemente riconosciuti come benefici termici tipici di una facciata ventilata, considerata nella sua accezione più tecnologica, cioè comprensiva di isolamento a cappotto. 
E’ sufficientemente noto come il calore, per depressione, tenda a trasmigrare verso zone fredde. 
Ciò, nelle costruzioni, è reso possibile dai cosiddetti “ponti termici”, cioè dagli interstizi dovuti alla diversa dilatazione termica dei vari materiali impiegati, soprattutto in corrispondenza dei collegamenti fra tavolati, travi e pilastri, oppure dalla diversa resistenza termica degli stessi. 
E’ altrettanto noto come in presenza di pareti fredde, anche in un ambiente ben riscaldato, si avverta una sensazione di disagio termico. 
La trasmigrazione del calore attraverso le pareti, in corrispondenza dei suddetti ponti termici, quando il vapore raggiunge il valore di saturazione, porta inesorabilmente alla formazione di condense e muffe. 
Detti fenomeni possono essere ridotti al minimo, se non del tutto azzerati, esclusivamente con un isolamento termico “a cappotto” nel contesto di una facciata ventilata. 
Se, infatti, si esamina attentamente la sezione di una facciata ventilata, si arguisce facilmente come ciascun elemento abbia, allo scopo, una funzione ben precisa:

• Il paramento esterno è deputato, oltre che a rivestire l’edificio dal punto di vista architettonico, ad erigere una barriera all’irraggiamento solare, evitando quindi di surriscaldare, in estate, i tamponamenti esterni dell’edificio. 
In inverno il paramento esterno assume l’importante funzione di barriera alle intemperie.
• L’isolamento a cappotto, invece, è demandato ad annullare tutti i ponti termici, costituendo un’efficace barriera alla dispersione del calore, che, in inverno, per effetto della suddetta , naturale trasmigrazione dall’interno verso l’esterno, tende a disperdersi. 
In una parete, per così dire, cappottata, il salto termico si rileva proprio in corrispondenza della coibentazione esterna, cioè del cappotto.
• L’intercapedine tra cappotto e rivestimento è finalizzata, infine, a consentire la circolazione di un flusso d’aria ad “effetto camino”, cioè corrente dal basso verso l’alto, il cui scopo è, in inverno, quello di mantenere completamente e stabilmente asciutto l’isolamento termico, agevolando la dispersione di ogni fenomeno di condensa; in estate, quello di disperdere il calore filtrato attraverso il paramento esterno.

Tradotto il tutto in moneta, si è calcolato che un buon isolamento dell’edificio può fare ottenere un abbattimento del fabbisogno energetico sino ad ¼ rispetto a quello necessario per vecchi edifici senza isolamento. 
Si è calcolato altresì che al calo di un grado della temperatura necessaria ad assicurare un buon equilibrio termico consegua un risparmio del 6% sulle spese di riscaldamento. 
E’ parimenti ovvio come d’estate si avverta un risparmio ben più considerevole di spese di energia elettrica per impianti di condizionamento. 
Come si vede, i benefici termici sono tali da tradursi facilmente in “plus di carattere commerciale” nettamente superiori rispetto al maggior costo del rivestimento ventilato rispetto ad un normale tamponamento o ad un semplice cappotto intonacato.